Vaciago punge l’Inter: “Se fosse stata la Juve a essere pignorata da un fondo per insolvenza?”


“La recente vicenda del passaggio di proprietà dell’Inter ci lascia tre riflessioni di cui tenere conto per capire meglio il calcio italiano. Il primo è che esiste un manager, Beppe Marotta, che con la sua professionalità e la sua affidabilità può apparire agli occhi di un importante fondo di investimento internazionale un garanzia per una società con 800 milioni di debiti e gli ultimi due bilanci chiusi a -140 e -85 milioni. Se si vuole coglierlo è il segnale che la salvezza del calcio italiano non è nell’eccentrico decisionismo di certi presidenti o nel carisma piacione degli ex campioni, ma nella competenza di manager professionisti”, si legge sul fondo di Guido Vaciago su Tuttosport.

La seconda riflessione è sulla infinite possibilità che offre il calcio italiano se si vuole possedere una società. L’Inter, infatti, è stata “pignorata” per insolvenza di un debito da 375 milioni che il suo proprietario non è stato in grado di restituire o farsi rifinanziare, nonostante tempistiche congrue. Un proprietario che, a quanto dicono, non può lasciare la Cina e che, dal 2022, risulta insolvente per un altro prestito, da 320 milioni, ottenuti e non restituiti alla China Construction Bank. Il proprietario dell’Inter, insomma, ha governato il club con soldi che non aveva e che ha chiesto in prestito senza poterli restituire e lasciando in pegno la società stessa che, infatti, è passata a Oaktree. Tutto perfettamente e indiscutibilmente legale, ma resta il dubbio sul perché la giustizia sportiva, e non, sia particolarmente occhiuta nel verificare bilanci e garanzie di alcuni club e così fiduciosa con altri”.

Il terzo punto è una provocazione: “La terza e ultima riflessione propone un dubbio più retorico: se fosse stata la Juventus a essere “pignorata” da un fondo per insolvenza, i media avrebbero trattato il fatto allo stesso modo?”.

Tuttosport, il direttore Vaciago sfiduciato dalla redazione

Il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, è stato sfiduciato dalla redazione. A differenza di Molinari, anche lui recentemente sfiduciato dal Cdr di Repubblica per una questione editoriale, per Vaciago si tratta di una divergenza sorta dopo la richiesta dell’azienda di un taglio al costo del lavoro, per il momento deciso attraverso l’adozione di strumenti quali il riposo compensativo e le domeniche a chiamata che comportano una decisa riduzione dell’organico per ogni giorno lavorato.
La votazione è stata fatta dopo che il direttore ha illustrato il programma di lavoro a organico ridotto.
(FONTE: PRIMAONLINE.IT)

Nostre considerazioni: evidentemente la posizione ultra Juve e anti Inter non paga. Credibilità della testata giornalistica ridotta ai minimi termini, perdita di copie, di incassi, calo della pubblicità ed ecco inevitabili taglio dei costi e riduzione dell’organico. Massima solidarietà ai giornalisti e a tutto il corpo redazionale.

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