Oggi, domenica 31 Maggio 2020, l’ex capitano nerazzurro è diventato ufficialmente un giocatore del PSG, portando nelle casse nerazzurre una sostanziale plusvalenza.

Il popolo interista è diviso in 3 : c’è chi gioisce, chi rimane indifferente e chi lo rimpiange.

Io sono uno dei tanti tifosi che mette l’Inter prima di tutto e tutti, dal presidente ai giocatori. Loro passano, l’Inter rimane. Però credo anche che chiunque indossi, anche per una volta la maglia nerazzurra diventi parte dell’enorme famiglia che è l’internazionale Milano. Quindi, tutti quei giocatori da Kuzmanovic a Pereira, da Mudingay a Schelotto per me sono parte della storia dell’Inter. Così anche Mauro Icardi.

Avevo 13 anni quando l’ho visto giocare per la prima volta con l’Inter e fino ai 18 è stato lui a caratterizzare i momenti di gioia della mia squadra…

Mi ricordo bene quando arrivò all’Inter, nell’estate del 2013. Arrivò come uno sconosciuto, in punta di piedi e si presento a San Siro con un gol nel derby d’italia. Non male come inizio. Poi a suon di goal, si prese prima l’attacco e poi la fascia dell’Inter diventando il centro della squadra. Purtroppo, con il passare del tempo è prevalso l’orgoglio e la rabbia dell’attaccante argentino che invece di essere l’unico tra i pochi è diventato uno tra i tanti. Scelta che lo ha portato ad abbandonare l’Italia e l’Inter.

Personalmente, mi dispiace, lo devo dire; io avevo 13 anni quando l’ho visto giocare per la prima volta con l’Inter e fino ai 18 è stato lui a caratterizzare i momenti di gioia della mia squadra. Quindi nonostante tutti i suoi sbagli mi sento di ringraziarlo per quello che ci ha dato e come diceva Fabrizio De André “è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”.

Comunque, come ho detto all’inizio, i giocatori passano e l’Inter rimane e Mauro Icardi lascia un’inter pronta a grandi successi e vittorie.

Mi dispiace Maurito, c’est la vie.
Adieu.

AMALA!!!