Nell’ultima partita in casa della stagione, l’Inter affronta il Napoli schierando l’undici che fino a questo momento ha dato più sicurezze. Difesa a tre con D’Ambrosio (7), al posto di Skriniar, de Vrij (6,5) e Bastoni (6). Centrocampo con Candreva (6,5) e Biraghi (6,5) sulle fasce, Brozo (7) e Barella (6) centrali (gli unici disponibili escludendo Agoume) con Borja Valero (6) a supporto di Lukaku (6,5) e Sanchez (5,5).

Si parte e dopo appena 10 minuti l’Inter è già in vantaggio: Danilone D’Ambrosio, con un diagonale sporco, batte Meret. 1-0. Da questo momento in poi inizia il monologo del Napoli, che prova in tutti i modi a riportare il risultato in parità. San Handanovic (6,5) (terzo clean sheet di fila), nonostante una brutta botta rimediata al ginocchio, anche oggi è in vena di grandi parate. L’assolo viene interrotto alla fine del primo tempo con un ottimo contropiede di Lukaku che serve Brozovic che calcia di prima intenzione: grande parata di Meret.

Secondo tempo con un Inter più viva e più partecipe nel gioco. Al 60′ i primi cambi: fuori Candreva e Sanchez per Godin (6) e Lautaro (7). Il “jolly” D’Ambrosio slitta a centrocampo. Al 74′ Lautaro prende palla a centrocampo si porta al limite dell’area e con una conclusione a girare insacca sul palo lontano dove Meret non può nulla. Che goal per el Toro! Quattro minuti dopo si sfiora il 3-0 con un Barella tradito solo da un controllo di palla errato di fronte al portiere. Inter in controllo fino al fischio finale. C’è spazio per un’ultima girandola di cambi: fuori Biraghi (che sorprendentemente è il difensore con più assist dopo Gosens!) , Lukaku e Borja per Young (6), Moses ed Eriksen. E proprio il danese, sullo scadere, sfiora il goal su punizione.

Finisce 2-0. L’Inter controsorpassa l’Atalanta, vittoriosa nel pomeriggio, e si riporta al secondo posto. Record di punti dall’era post triplete. Ultima giornata che a questo punto profuma di big match (passateci il termine). Si va a Bergamo per stabilire chi tra le due compagini merita il secondo posto, ovvero (come disse Conte) chi tra le due squadre sarà la prima degli sconfitti.