Europa League – Inter-Wolfsburg 1-2


Imbarazzanti e sfortunati. Gli errori che i nerazzurri commettono a difesa sono imbarazzanti. Inutile sprecare energie nel tentativo di far gol se poi si concedono svarioni difensivi indegni anche delle serie minori. E’ questione anche di intelligenza tattica che evidentemente, nonostante gli sforzi di Mancini, non può essere inculcata. O c’è o non c’è. Non è da meno la fase d’attacco che spreca tanto e appare sempre più improvvisata col passare dei minuti. Occasioni buttate al vento, specchio della porta quasi mai inquadrato. E’ chiaro che a queste condizioni l’eliminazione diventa ancora più amara da digerire e i fischi a fine gara sono il minimo sindacale.

Primo tempo che parte bene, ma senza frenesia. Mancini schiera un 4-4-2 che vede Kovacic un pò sacrificato sull’esterno, mentre è Campagnaro l’altro esterno difensivo con Santon. Palacio parte subito forte e appare il più brillante, mentre Guarin e Medel non sempre sono reattivi nelle due fasi. L’Inter sembra poter far male, ma subito è chiaro, al primo lancio lungo dei tedeschi, che può anche farsi male. Sulla fascia di Campagnaro non si attacca, mentre Hernanes è più reattivo e volenteroso. Vari i tentativi dei nerazzurri, da Hernanes a Icardi che non è certo un fulmine di guerra e spreca tanto, mentre Carrizo si riscatta in un  paio di occasioni pericolose concesse ai tedeschi con la solita leggerezza. Poi arriva l’errore irrecuperabile in comproprietà tra Ranocchia e soprattutto Juan Jesus. Il gol è un macigno, ma i giocatori ricominciano a giocare. Il portiere tedesco si supera almeno in tre occasioni e si va all’intervallo sotto di un gol.

Il secondo tempo inizia in modo blando. Esce Kovacic infortunato ed entra Kuzmanovic. I nerazzurri non sembrano averne più già dalle prime battute. Palacio è ancora il più pericoloso, ma impatta contro un portiere avversario in gran serata. Mancini cambia Campagnaro con D’Ambrosio, ma l’attacco non riesce mai ad arrivare al tiro in modo pulito e col passare dei minuti si affievoliscono le oramai pochissime speranze di pareggiare, non certo di passare il turno, ovviamente. Per fortuna c’è il Trenza. Assist di Hernanes e pareggio dell’argentino. Il gol rianima la gara, intimorisce gli avversari, ma il tempo ancora a disposizione ormai è poco. Abbastanza però per prendere il secondo gol all’89’, ancora una volta con la difesa in inferiorità numerica, ma piazzata… I tedeschi, a differenza dei nerazzurri, hanno saputo sfruttare quasi tutte le occasioni che hanno avuto.

Palacio migliore in campo. Carrizo si riscatta, ma nulla può sui due gol. Il resto dei giocatori in campo, a cominciare da Icardi, assente ingiustificato per tutto il secondo tempo, possono dividersi la palma del peggiore in modo più o meno equanime. Malissimo la difesa, male l’attacco, se doveva essere la partita perfetta, lo è stata, ma nel senso che è stata sbagliata, in modo perfetto. Nulla di quello che doveva essere fatto o provato, è stato realizzato. Scarsa l’intensità, poca intelligenza, ne cuore ne cervello ne gambe insomma. Volendo mettere da parte per un attimo le lacune tattiche e tecniche, nemmeno lo spirito è stato quello di chi fino all’ultimo vuole provarci. Una sorta di consapevolezza più o meno inconscia dei propri limiti che sa di resa. Eliminazione meritata. Squadra da rivedere in tutti i reparti, nel morale e nell’intelligenza.

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