Genoa-Inter 3-2


Tranquilli. Manca solo una gara e poi sarà tutto finito. Giusto il tempo di completare la lista delle figuracce con l’Empoli che già all’andata si dimostrò avversario di livello. Ci avviamo dunque alla fine di un brutto campionato, raccogliendo i frutti dei nostri enormi limiti. Fuori dalle coppe europee, l’anno prossimo non si potrà sbagliare più. Mancini avrà molto da lavorare, con quali uomini e quali risultati poi lo scopriremo. A Genova si è visto un bel gioco, aggressivo, con una mentalità parzialmente vincente, ma il tutto condito da grossolani errori, che notiziona eh, in fase difensiva. Complice anche l’atteggiamento dei rossoblu, la partita è stata divertente e fino alla fine apertissima. Il gol all’89’ lo abbiamo subito noi e non è la prima volta. Sconfitta meritata, nonostante il doppio vantaggio, pali, traverse, errori arbitrali e quant’altro perché non si possono regalare gol come, ormai per abitudine, facciamo. Mancini voleva capire chi potesse meritare una maglia da titolare per l’anno prossimo e va bene, ma su alcuni insistere è stato più accanimento terapeutico che altro.

Handanovic è ormai con la testa altrove e così, come contro la Juventus, dopo alcune belle parate, esce con superficialità e combina un altro guaio, regalando il secondo gol al Genoa. Nagatomo è al rientro, prima da titolare, si è dimenticato come fare la fase d’attacco. D’Ambrosio, dall’altro lato, non riesce a fare un cross preciso. Assente Vidic, si ricompone la coppia centrale Ranocchia – Juan Jesus e si vede: il primo ci mette grinta, ma è in confusione, il secondo non ne azzecca una e, come a inizio campionato, la conclusione è presto detta, Genoa pericoloso ad ogni azione. Medel sta lì a mettere pezze a destra e a manca, ma impostare diventa la sua ultima preoccupazione. Brozovic va a intermittenza, ma lui è i gol devono ancora chiedersi l’amicizia e la traversa lo sa. Kovacic si spegne strada facendo, ma paradossalmente appare in crescita. Hernanes, ora si può dire, è un altro livello, ma da solo non può molto e il palo è lì a ricordarcelo. Palacio è ancora essenziale per questa Inter, il secondo gol lo premia almeno per l’impegno profuso. Icardi rischia di diventare capocannoniere in questa Inter che segna poco e non sa difendere. Bello il primo gol da opportunista e l’assist per Palacio. In crescita anche lui, salvo distrazioni. Sul finale dentro anche Bonazzoli, Puscas e Shaqiri, non pervenuti.

Non resta che aspettare le mosse di Thohir sul mercato, dopo un anno d’inferno, ci toccherà un anno di purgatorio, si spera, se tutto andrà per il verso giusto. Vediamo di chiuderla bene all’ultima giornata, almeno per buon auspicio.

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