Inter-Torino 1-2


Ennesima delusione: pessimo approccio alla partita e pessimo arbitraggio ci regalano un’altra serata di sconforto per i punti persi e la probabile esclusione dai giochi di Champions. Giocatori in confusione, allenatore in confusione e arbitro, diciamo così, confuso su alcuni episodi chiave come la prima ammonizione a Miranda e il rigore concesso ai granata. La sconfitta non arriva certo però solo ed esclusivamente dagli errori della terna arbitrale. Gran parte delle responsabilità sono sia della squadra che non è riuscita a chiudere la gara, dopo essere passata in vantaggio un po’ per caso, con un altro rigore dubbio, incapace di costruire azioni da gol concrete, di dare le palle giuste a Icardi e Palacio e in grande confusione in fase difensiva, vedi gol del pareggio sia dell’allenatore che con un uomo in meno e poi in svantaggio con due uomini in meno, non ha saputo trovare, certo era difficile in nove, questo è sicuro, le soluzioni per provare a salvare il salvabile. Diciamo che la macchina già faceva fatica a carburare e con due ruote a terra il pilota non ha avuto molte opzioni per recuperare le distanze e quelle poche le ha provate troppo tardi. Biabiany al posto di Icardi non è stata una scelta felice e l’ingresso di Eder è stato tardivo e inutile.

Il mister era partito con tutte le buone intenzioni schierando insieme Icardi, Palacio, Perisic e Ljajic con Brozovic e Medel davanti alla difesa rimaneggiata: fuori Murillo, dentro Juan Jesus al fianco di Miranda e Nagatomo e Santon sugli esterni. Il primo tempo, sterile e noioso, ha visto un Inter più presente in mezzo al campo, più aggressiva del Torino, rintanato, ma senza mai essere pungente. Il rigore che sblocca la partita piove quasi da cielo e rigenera una gara che sembrava ricalcare le brutte partite già viste a inizio anno. I nerazzurri sembrano padroni del campo, ma la verità è che gli ospiti accusano il colpo e chiudono la prima parte di gara in affanno. Nel secondo tempo i nerazzurri lasciano la testa negli spogliatoi e gli avversari cominciano a giocare a pallone. L’errore, sottolineato anche da Mancini, in condivisione tra Santon e Ljajic, porta al pareggio di Moretti. Pochi minuti e Miranda, ingenuamente, si fa espellere per doppia ammonizione. Inter in confusione, esce Ljajic, entra Murillo per ridare equilibrio alla difesa palesemente in difficoltà. Al 72′ il patatrack: Nagatomo sembra colpire l’avversario in area e l’arbitro abbocca. Espulsione diretta e calcio di rigore. Fine della storia.

Alcuni giocatori sono apparsi in affanno, dopo la pausa nazionali e, considerata l’assenza di titolari inamovibili, resta qualche dubbio già sulle scelte iniziali di Mancini. I cambi non hanno raddrizzato i problemi visti in campo e i giocatori non hanno fatto nulla, come squadra, per acciuffare tre punti fondamentali nella lotta per il terzo posto. A eccezione di Palacio, Juan Jesus e Handanovic, tutti sottotono e sotto la sufficienza. Brozovic da solo in mezzo al campo ha dato fondo a tutte le energie, ma quasi a vuoto. Ljajic a sprazzi nel primo tempo, è sparito nel secondo come Santon. Medel da solo non poteva reggere tutto il centrocampo. Insomma una prestazione, come detto, mediocre e lontana da quello spirito combattivo che ci si aspettava. Le pause non ci fanno bene a quanto pare. Sugli errori arbitrali stendiamo un velo pietoso e sulle prospettive per il terzo posto non resta che aggrapparci alla buona sorte ed è tutto dire.

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