Inter-Juventus 2-1


Il derby d’Italia regala sempre grandi emozioni, dagli spalti al campo e quando si tinge di nerazzurro, il piacere va alle stelle. L’Inter fa una partita quasi perfetta, gioca alla pari se non, anzi sicuramente, meglio dei campioni d’Italia e porta a casa tre punti d’oro dopo una settimana nera, di polemiche e recriminazioni. De Boer si riprende il posto di guida con sicurezza e a pieno merito e i giocatori si godono la loro rivalsa dopo la figuraccia europea. Se tutto questo sarà l’inizio di una nuova storia o l’incidentale bella vittoria senza continuità, lo sapremo presto. Contro le big in questi anni spesso si è gridato alla resurrezione e poi abbiamo assistito a dèbacle misere e impietose. Dunque godiamoci questa bella vittoria e basta. Già l’Empoli potrà dirci cosa abbiamo visto in uno stadio gremito da tifosi fantastici, carnali e pronti a incitare la squadra fino alla fine: un fuoco di paglia o l’inizio di una nuova era. L’importante è che, comunque vada, non si faccia l’errore di “lasciarla mai sola”!

Nella gara più attesa, De Boer schiera D’Ambrosio e Santon esterni bassi, Medel davanti a Miranda e Murillo, con Joao Mario e Banega a muoversi liberi di inventare dietro Candreva, Eder e Icardi. La squadra dopo i primi minuti mostra le sue intenzioni: pressing alto a impedire la costruzione del gioco, squadra corta e tutti che collaborano in fase difensiva e offensiva. Il primo tempo scorre così tra i tentativi di lanci lunghi bianconeri e il possesso palla nerazzurro: quarantacinque minuti nettamente a favore dei padroni di casa. Il secondo tempo ricomincia sulla falsa riga del primo ed è l’Inter, ancora incredibilmente in pressione alta e costante, a fare la gara contro una Juventus in chiara difficoltà. Sembrerebbe mettersi sul binario giusto, ma la pazzia si sa, è un marchio di fabbrica nerazzurro e così, su un rovesciamento di fronte, arriva il vantaggio degli ospiti. Ancora una volta, in questo scorcio di campionato, si va in svantaggio. Questa volta, come De Boer aveva professato, non scatta il panico, anzi. Basta una manciata di secondi (minuti va…) e Icardi punisce, per l’ennesima volta, il caro Buffon. Il pareggio galvanizza gli interisti di ogni ordine e grado, giocatori in primis e mette paura agli avversari. Escono intanto Eder per Perisic, Medel per Felipe Melo e, sulle ali dell’entusiasmo, arriva il secondo gol. Icardi, questa sera indiavolato come mai fino ad ora, recupera un pallone sulla linea di fondo juventina, crossa a centro dove Perisic si fa trovare pronto: due a uno e palla a centro. A nulla vale il prolungamento, apparso infinito, del recupero: l’Inter vince, con merito e determinazione, una gara calda, ben giocata, combattuta e importante per spirito e classifica, in barba anche a qualche errore arbitrale di troppo (qui stendiamo un velo pietoso).

De Boer – Il mister finalmente vede i risultati del suo lavoro. I giocatori applicano il suo credo e i risultati si vedono. La prima in classifica non riesce a innescare i centrocampisti ed è costretta a guardarsi le spalle fino alla capitolazione finale. Il pressing alto, ben orchestrato e per tutta la durata della gara fa la differenza. Se non è un evento sporadico, dovuto alle emozioni e agli stimoli del momento, ma l’avvio di una nuova storia, lo vedremo. Intanto sappiamo che ad ascoltare il mister male non si fa….

Icardi – Indiavolato, lotta su ogni pallone e corre come un matto. Colpisce ancora una volta la sua vittima preferita e lo fa nel momento migliore/peggiore della gara. Prestazione che finalmente rispecchia il valore nominale fin qui decantato. Speriamo sia l’inizio anche per Maurito di una nuova fase della sua carriera. Intanto godiamoci senza polemiche il nostro goleador.

Banega – Che fosse un campione di alto livello lo si era già detto. Che giocando nel suo ruolo preferito diventi devastante ora lo sanno anche gli juventini. Prestazione da incorniciare.

Joao Mario – Personalità ne ha tanta, piedi e testa pure. A centrocampo è quello che ci si aspettava, un pò ingenuamente, avrebbe dovuto fare Medel. Capace di fare l’interditore senza tanti complimenti, con la palla tra i piedi ragiona e serve i compagni con criterio. Distrugge il lavoro altrui e costruisce per la causa nerazzurra con intelligenza. E’, come si sperava, il giocatore che mancava nel centrocampo interista, da affiancare al trequartista. Acquisto indovinatissimo.

Handanovic – Sempre il primo ad essere protagonista, nel bene o nel male, contro la Juventus è quasi inoperoso. Il segno che tutto ha girato nel verso giusto.

Santon e D’Ambrosio – Sostituito il primo da Miangue sul finale, un po’ in confusione negli ultimi dieci minuti il secondo, corrono entrambi come pazzi, quasi teleguidati da De Boer. Non eccellono in nessuna delle due fasi, ma fanno gli straordinari e si meritano gli applausi. Un salto di qualità è ancora auspicabile? Con un De Boer abituato a lavorare sui giovani non è da escludere.

La squadra – In una partita così, vanno tutti applauditi, dal portiere all’ultimo massaggiatore. Vincere contro i gobbi è sempre un piacere, su rimonta e da sfavoriti poi… il godimento sale alle stelle. Quando la pazza Inter sale in cattedra non c’è n’è per nessuno. Complimenti a tutti e andiamo avanti così!

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