Christian Eriksen ha scelto una serata speciale per provare a cambiare il suo destino all’Inter.
“C’è voluto un anno per un’emozione così, ma forse ne è valsa la pena – scrive La Gazzetta dello Sport -. Il calcio è bello anche per questo, regala sempre storie nelle storie. È entrato tardi, a due minuti dal 90’. Ma stavolta con l’ombra dei supplementari in agguato sarà
stato più semplice da digerire. In un colpo solo Eriksen si è tolto di dosso l’etichetta del genio incompreso, del talento strapagato e mai decisivo. E ha anche abbattuto l’ultimo tabù
dell’era contiana: addio alla maledizione della palla inattiva, con la rete su calcio da fermo
che mancava da quasi tre anni.

La rinascita di Eriksen avviene proprio in un turno infrasettimanale, in un martedì di Coppa. Non è quella nobile della Champions per cui era stato acquistato, ma il valore di una giocata che decide il derby è inestimabile e proietta Chris in una nuova dimensione.
Se sarà davvero un nuovo inizio lo scopriremo nei prossimi giorni: il mercato è agli sgoccioli, offerte di acquisto non sono arrivate, solo sondaggi per il prestito che l’Inter ha ascoltato senza mai accelerare l’uscita”.

A fine partita Antonio Conte ha elogiato il danese: “E’ un mese che ripeto la rosa dell’Inter rimarrà questa, nessuno arriverà e nessuno partirà. Con Eriksen stiamo lavorando dal punto di vista tattico per trovare un’alternativa a Brozovic e lui può farlo. A livello calcistico è intelligente, ha qualità e fa parte del nostro progetto. Sono contento che abbia segnato questo gol che mi auguro sciolga un po’ la sua timidezza. E’ un ragazzo fin troppo per bene e pulito”.

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