Certe volte ci sono situazioni dove per dimostrare di essere un grande calciatore il talento ed il duro lavoro non bastano per essere riconosciuti come grandi campioni, sporattutto se il destino ti ha dotato di un cognome che prima di te è appartenuto ad un uomo il cui talento ed una sorte terrificante lo hanno reso leggenda. E’ la storia di Sandro Mazola figlio del leggendario Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino che nel tragico incidente di Superga perse la vita il 4 maggio 1949.

Sandro Mazzola nasce l’8 novembre del 1942 a Torino, fin da bambino, assieme a suo fratello Ferruccio, andava sempre a giocare al campo d’allenamento del padre dove si divertiva a tirare al portiere del Torino Bacigalupo e già a quell’età il suo talento non passava inosservato. Fu notato dall’ex giocatore dell’inter Benito Lorenzi che lo prese per portarlo nel settore giovanile nerazzurro dove sarebbe stato allenato dal grande Giuseppe Meazza.

Complice una polemica per una partita ripetuta contro la Juventus, il presidente Angelo Moratti ordinò all’allenatore nerazzurro Helenio Herrera  di mandare in campo i ragazzi della primavera anziché la prima squadra e così il 10 giugno 1961 Sandro Mazzola esordisce in Serie A. La partita finì 9-1 per i bianconeri ma il gol lo mise lui su rigore. Era solo l’inizio di una grande carriera che è sempre stata legata ai colori nerazzurri.

Due stagioni dopo il suo esordio l’inter vince il campionato 62/63 grazie ad un suo gol siglato proprio contro la Juventus a Torino dove i nerazzurri si imposero per 1-0, Mazzola a fine gara reglò la sua maglia ad un fotografo che per sdebitarsi gli donò la sua giacca. Lo stesso anno, il 12 maggio esordì in nazionale segnando su rigore contro il Brasile di Pelé, 3-0 per gli azzurri.

Vincerà altri tre Scudetti nelle stagioni 64/65, 65/66 e 70/71 ma la definitiva consacrazione avverrà il 27 maggio del 1964 al Prater Stadion di Vienna contro il grande Real Madrid di Puskàs e Di Stéfano  nella finale di Coppa dei Campioni, Mazzola segna una doppietta, l’Inter vince 3-1 e per la prima volta i nerazzurri salgono sul tetto d’Europa e dopo quella sera quella squadra fu nota a tutti come la Grande Inter. Ma a fine partita successe qualcosa che rese ancor più dolce la notte di Vienna per Sandrino, Ferenc Puskàs gli si avvicinò e gli disse: ” figliolo, io ho giocato con tuo padre, tieni la mia maglia, sei degno di lui”. I due si scambiarono la maglia e Mazzola riuscì a stento a trattenere le lacrime. In quell’edizione della Coppa dei Campioni Mazzola vinse il titolo di capocannoniere con 7 gol alla pari con Puskàs e Kovacevic.

L’anno successivo a San Siro l’Inter riuscì nell’impresa di difendere il titolo di campione d’Europa contro il Benfica di Eusébio grazie ad un gol di Jair. I successi per Sandrino non mancarono neppure con la maglia azzurra, nel 1968 vinse il Campionato Europeo da protagonista realizzando una rete.

Nel 1970 lo spogliatoio nerazzurro lo elesse capitano e lo stesso anno l’Inter vinse di nuovo lo Scudetto davanti al Milan ed il 24 ottobre dello stesso anno Sandrino tagliò il traguardo dei 100 gol nella massima serie italiana grazie alla rete realizzata contro il Verona. Nel 1971 la FIFA lo collocò al secondo posto della classifica del Pallone d’Oro, alle spalle del grande Johan Cruijff. Annunciò il suo ritiro dal calcio nel 1977, al termine della stagione, e la sua ultima partita da professionista fu contro i rivali storici del Milan in una finale di Coppa Italia vinta dai rossoneri.

Ha vestito la maglia nerazzurra per 565 volte, segnando 158 gol in 17 anni e vincendo 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali ed individualmente un titolo di capocannoniere della Coppa dei Campioni con 7 reti ed uno di Serie A con 17 gol. Tutto questo lo ha portato ad avere un posto nella Hall of Fame del calcio italiano come veterano. E’ stato un giocatore speciale Sandro Mazzola, in pochi avevano la sua versatilità, pochissimi avevano il suo attaccamento alla maglia e nessuno, fatta eccezione per suo padre, metteva in campo il cuore come lui ed è questo che ha reso grande ed ha scritto in modo indelebile nelle pagine della storia del gioco il nome della grande dinastia dei Mazzola.