Chievo-Inter 0-2


Walter Samuel

Conferme. Lacrime, commozione, prestazione più che decorosa, buoni auspici. La partita contro il Chievo Verona porta con sè tutto questo e finalmente lascia apparire il sole tra le nuvole. Dopo la mezz’ora finale contro il Catania, si attendevano conferme e ci sono state. La squadra appare in netto miglioramento, sia nel gioco corale che in quello individuale. La vittoria, arrivata non senza sofferenze, diventa un’ulteriore iniezione di fiducia per il prosieguo del campionato e soprattutto per l’imminente sfida contro il Marsiglia. La prestazione, dallo stesso Ranieri definita “finalmente da Inter”, è stata più che sufficiente: nonostante ci siano ancora questioni irrisolte, la squadra questa volta è apparsa coesa, lucida e ha dimostrato una caparbietà che sembrerebbe ormai un’arma in più per cercare di risolvere le partite che non vogliono sbloccarsi, come quella contro i veronesi. Gli occhi lucidi dell’allenatore e gli abbracci tra tutti i compagni dopo i gol, hanno mostrato che lo spogliatoio è unito e che l’allenatore e i giocatori hanno fatto quadrato contro le avversità e queste sono le premesse giuste per riprendere le redini di un campionato duro e apparentemente compromesso. Non sono bastate traverse e rigori parati ad abbattere lo spirito di questa squadra che evidentemente nella sofferenza si è fortificato e non aspettava altro che sbloccarsi con dei risultati positivi. Non ci si illude che sia tutto passato, ma almeno è ormai chiaro che comunque andranno le cose la squadra c’è e per una volta, forse, non cacciare l’allenatore è stata una mossa azzeccata.

Ranieri manda in campo una squadra pronta ad attaccare. Davanti conferma la coppia Milito e Forlan (Pazzini entrerà nel secondo tempo al posto dell’uruguaiano), a centrocampo conferma Poli con Stankovic e Zanetti (Cambiasso, in panchina, entrerà nel secondo tempo al posto del giovane Poli ormai esausto) e a difesa sugli esterni Maicon e Nagatomo. Il primo tempo è prettamente di marca nerazzurra. Il Chievo si difende e cerca di ripartire, ma grazie al lavoro degli esterni di difesa e ad un centrocampo molto reattivo, non riesce ad essere mai realmente pericoloso. Sneijder è particolarmente ispirato, si muove su tutto il fronte d’attacco e cerca di servire le punte in continuazione, oltre a tirare dal limite. Al 14′ fallo di mano in area del Chievo e rigore per l’Inter. Sul dischetto si presenta Milito, ma Sorrentino è bravo a parare un tiro forse un pò troppo centrale. Passano pochi minuti ed è Sneijder a colpire la traversa con un tiro dal limite. Sembrerebbe anche questa volta che le cose si mettano male, la fortuna ancora latita verso i nostri colori. Si chiude il primo tempo con un Inter decisamente in crescita.

Nel secondo tempo si ripropone lo stesso canovaccio. Inter ancora a macinare gioco e Chievo sulla difensiva. Lo sforzo profuso dai nerazzurri sembra non riuscire a concretizzarsi e a tratti sembra perdere lucidità. Stankovic e Sneijder assicurano però che la fase d’attacco resti viva e mantengono la difesa del Chievo in allarme costante. E’ il 42′ quando the Wall, al secolo Walter Samuel, con un colpo di testa schiacciato a terra, mette alle spalle di Sorrentino. Gioia e commozione accompagnano il gol del difensore. Passano pochi minuti ed è la volta del Principe, Diego Milito, che raccoglie un cross perfetto del capitano e porta la squadra sul 2-0. La partita è chiusa, i tre punti in cassaforte e l’ottimismo di tutto il mondo nerazzurro si riaccende. Almeno fino a martedì, prossimo importante banco di prova per i nostri campioni.

Alcuni giocatori hanno mostrato segnali di netto miglioramento rispetto alle ultime prestazioni, tra tutti Sneijder e Stankovic. Maicon sembra in netta ripresa, mentre Milito e Nagatomo si confermano pedine fondamentali. Cambiasso è rientrato in campo dopo i fischi ingenerosi di S.Siro con il piglio giusto, presentandosi subito in area avversaria per cercare di ribadire in rete. Continua invece il periodo no di Pazzini che non riesce ad essere incisivo sotto porta. Gli abbracci tra i giocatori sono il segnale che la squadra è unita e che nelle difficoltà si è compattata ancora di più e le “lacrime” di Ranieri confermano che di sicuro il nostro allenatore è una persona posata, criticabile come allenatore per le scelte a volte discutibili, ma fortemente legato alla causa nerazzurra e al quale, nel prossimo futuro, bisognerebbe dare forse maggiore fiducia, se non ci fossero valide alternative. In fondo tenere uno spogliatoio così unito in un momento di grande difficoltà come quello dell’Inter che potrebbe ancora riservarci momenti duri, non è da tutti. Ci vuole esperienza e stima da parte dei giocatori. Ad ogni modo, quel che conta è stare vicini alla squadra, comunque e sempre, in particolare…per un martedì “da leoni” (passatemi questa citazione televisiva….).

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