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Inter-Udinese 2-5

E’ finita, per fortuna questo è stato l’ultimo supplizio di una stagione che nemmeno la serie di “Saw” potrebbe essere più horror, più angosciante, più tremenda.

E’ finita nel peggiore dei modi, con l’Udinese che passeggia su quel che resta di un’Inter che non ha più niente, che non è più niente. I numeri sono impietosi e tracciano il ritratto di una stagione che pareva far vedere qualche luce ma che si è conclusa nel buio più pesto.

Ora bisogna pensare alla ricostruzione e sgombrare il campo dalle macerie di questa stagione.

Macerie che sono tante, troppe ed a tutti i livelli.
Pagelle

A pelo d’acqua

Kovacic: pur nello sconquasso di questa stagione da gennaio in poi ha dimostrato le sue qualità anche in un ruolo non suo. Oggi prende tanti calci perchè è l’unico che cerca di combinare qualcosa.

Palacio: bastano 30 minuti per capire quanto sia mancato là davanti. Serve l’assist del secondo gol a Rocchi.


Disastro
Quando anche i giocatori più affidabili sbagliano in modo marchiano è segno che si è toccato il fondo. Sperando di averlo toccato per davvero.

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Inter-Udinese 2-5

Inter

Inter

E’ finita! Finalmente lo strazio si è concluso. Si chiude uno dei peggiori campionati dell’Inter degli ultimi decenni con un nono posto e l’impellente bisogno di rifondazione. Una rifondazione seria questa volta, non come quelle degli ultimi tre anni. Tanti i problemi da risolvere, tante le domande rimaste senza risposta e tante le aspettative: la società sa ed è avvertita. Ora c’è bisogno di lavorare con intelligenza e costruire un progetto serio e credibile, con degli obiettivi di breve e lungo raggio. Il mercato sarà il primo test per capire se qualcosa è cambiato e se c’è la volontà di fare tutto questo e risolvere i diversi problemi, dai giocatori inadeguati agli infortuni di massa, dal rapporto con i media ad una difesa inguardabile e bucherellata a ritmo di serie B (57 gol subiti, peggio di noi solo il Pescara). La querelle su chi sarà l’allenatore è relativa. Stramaccioni ha dimostrato con la squadra intera di saper fare bene, con la squadra a pezzi molto meno, ma questo anche per evidenti difficoltà oggettive chiaramente. Tante le lacune di gioco e non sempre convincenti le scelte del tecnico, mai comunque abbattuto dalle difficoltà e in grado di tenere le redini per non far deragliare la squadra. Giovane, magari poco esperto, ma di carattere. Un altro allenatore dovrebbe ricominciare tutto da capo per l’ennesima volta. Giusto o sbagliato che sia confermare o mandare via l’attuale tecnico, quello che conta ora è che la società metta a disposizione i giocatori giusti per ripartire, giovani o esperti, top player o giovani promesse come Kovacic poco importa. Un altra stagione così non è ipotizzabile. Non è accettabile. Si fa il nome di Mazzarri per la panchina: tecnico esperto, sicuramente in grado di gestire difficoltà e ricostruire squadre a pezzi come l’Inter di oggi, ma per lui come per chiunque altro varrebbe il discorso di cui sopra. Se la società continuerà a perseverare negli errori del recente passato sul mercato, nemmeno lo Special One potrebbe fare molto.

La partita contro l’Udinese è il coronamento di quest’annata. Ai friulani bastano otto minuti per andare sul 2 a zero e il resto della partita segue questi binari. L’Inter cerca di reagire, trova il gol con Juan Jesus, ma poi i bianconeri dilagano e non c’è più storia. Grande gol di Di Natale (il terzo) e belle trame di gioco per gli ospiti che mostrano come gioca una squadra con organico al completo e schemi di gioco collaudati. I nerazzurri non si avviliscono, ma la difesa, per l’ennesima volta inedita, è in balìa dei venti e degli eventi e tra errori di posizione e amnesie individuali, il disastro appare subito prevedibile. La sconfitta ci porterà a giocare i preliminari di Coppa Italia ad agosto. Inutile dare valutazioni sui singoli, stendiamo un velo pietoso su questo fallimentare campionato e ritempriamo lo spirito per ripartire l’anno prossimo col piede giusto. Chiunque ci sarà, sempre e solo la maglia conterà. Un pensiero da fine campionato non può che andare a Diego Milito e al grandissimo Capitano Javier: un augurio di veloce guarigione per rivederli in campo a guidare la riscossa, al più presto.

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Genoa-Inter 0-0

Samir Handanovic

Samir Handanovic

Ancora una ed è finita. Quella col Genoa era una partita che poco aveva da dire. Data la vittoria del Catania, un’eventuale sconfitta poteva farci perdere anche l’ottavo posto che avrebbe significato saltare tutte le fasi preliminari della Coppa Italia. Siamo riusciti a non perdere giocando bene, anche se sottotono rispetto alle ultime gare, ma il pareggio ci ha comunque fatti scivolare al nono posto. L’ultima con l’Udinese dunque, oltre a chiudere questa stagione, sancirà definitivamente quanto sia andata male quest’annata e ci porterà al momento dei bilanci, delle valutazioni e dell’eventuale ricostruzione. Dico eventuale perchè sono tre anni che si parla di rifondare e rilanciare la squadra nel post-Triplete, questo è bene ricordarselo, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti e dunque è lecito soppesare le parole e attendere il riscontro dei fatti. Per ora si parla della riconferma di Stramaccioni, ma per tutto il resto, dalla dirigenza ai preparatori, dagli acquisti alle cessioni, è ancora tutto in alto mare. Si dice che tanto cambierà, ma la sensazione al momento è che tutto cambi per non cambiare nulla. Staremo a vedere.

La partita con i rossoblu dura un tempo, durante il quale l’Inter in pratica non tira mai a porta, pur facendo la partita in mezzo al campo. E’ il Genoa ad avere le occasioni più eclatanti e il solito Handanovic a levare le castagne dal fuoco, con due splendidi interventi. Nel secondo tempo, l’unico episodio degno di nota è la traversa di Rocchi che arriva al tiro in modo piuttosto casuale. Le due squadre sembrano sostanzialmente appagate dal pareggio che per il Genoa significa salvezza (comunque già acquisita grazie alla sconfitta del Palermo a Firenze) e per l’Inter significa nono posto (???). Da segnalare il rientro in campo di Nagatomo dal primo minuto e di Cassano nel secondo tempo. C’è poi l’esordio di Spendlhofer che rileva Ranocchia cui cede ancora una volta il ginocchio in corso di gara. Una gara anonima, in poche parole, ma almeno ne usciamo senza subire gol e con un punto, addirittura. Da sottolineare in positivo le trame di gioco, la dinamicità nel primo tempo, la reattività, in negativo la solita difficoltà di arrivare al tiro e le prestazioni di Schelotto e Alvarez. Guarin inizia bene, ma cala nel secondo tempo. Bene Cambiasso, Nagatomo e Cassano. Buona la prova di Pasa. Handanovic eroe ancora una volta: lo vendiamo…??

Per le considerazioni sul futuro ed eventuali giochini da bar su chi va dove, vi rimando alla chiusura ufficiale del campionato.

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Genoa-Inter 0-0

L’anticipo domenicale all’ora di pranzo offre un menu il cui piatto principale è un insipido ed insapore pareggio.

In uno sforzo di eccezionale ottimismo, ci sono due notizie positive; non si è perso e non si è preso gol. Ci si accontenta di (molto) poco, vero, ma di questi tempi sono eventi da segnare sul calendario.

La partita non dice molto, gli spunti degni di nota riguardano solo il primo tempo dove ci si rende conto che avere un portiere di straordinaria bravura significa avere in tasca mezza partita. Per il resto ci si tiene aggiornati con il risultato di Firenze e le uniche note da segnare sul taccuino sono il rientro di Cassano e di un positivo Nagatomo, la traversa di Rocchi, la buona prova di Pasa e l’esordio di Spendlhofer.

Il punto di oggi sta bene al Genoa (che si salva) ma non all’Inter perchè ora si ritrova al 9° posto in classifica che, se rimarrà tale, significherà un turno di Coppa Italia in pieno agosto. In una stagione disgraziata come questa l’auspicio e la speranza è di riuscire a raggiungere almeno l’ottava posizione onde evitare questa situazione altrimenti, come si usa dire, chi è causa del suo male pianga se stesso.

Pagelle
(si ringraziano i giornalisti di Fox Sport2 per gli spunti)

Sensacional!!: Handanovic
Parafrasando il detto “una rondine non fa primavera”, si potrebbe dire “una nuvola non fa inverno”. Un errore non può mettere in discussione il valore di chi quest’anno ha evitato guai molto peggiori; conferma, qualora ce ne fosse bisogno, di essere straordinario sventando un “misil de cabeza” (missile di testa) di Borriello e vola su un tiro di Bertolacci.

El chico tiene talento: Kovacic
E’ uno dei punti chiave per la ricostruzione dell’anno prossimo. Gioca un primo tempo ai suoi consueti alti livelli di qualità costringendo al fallo gli avversari. Nel secondo tempo, complice il generale clima da amichevole, si risparmia.

L’hombre de experiencia: Cambiasso
Gioca al centro di una inedita difesa a tre con Ranocchia e Pasa e la guida come se fosse un centrale di ruolo; detta i tempi, chiama il fuorigioco, amministra palloni insidiosi, guida Ranocchia e l’esordiente Pasa (buona la sua prestazione) con sicurezza.

AAA cercasi: Alvarez
Dopo 60 minuti ci si accorge della sua presenza perchè viene sostituito da Cassano. Per il resto la sua presenza non si nota; fuori dal gioco, mai uno spunto degno di nota. Un passo indietro rispetto alle ultime partite.

Desaparecido: Schelotto
Riuscire a trovare un qualcosa di utile fatto da Schelotto durante la partita è impresa molto ardua, più facile riuscire a cavar sangue da una rapa. Ignorato dai compagni anche quando era libero, nelle rare apparizioni offensive non riesce a guadagnare nemmeno un corner perchè la palla gli sbatte contro e va fuori.

Intermittente: Guarin
Lodevole il tentativo di caricarsi sulle spalle il gioco d’attacco, fa (poco) e disfa (tanto) alternando qualcosa di buono a tanti errori, alcuni irritanti per la sufficienza con cui li commette. Sa e può fare di meglio come ha dimostrato nella prima parte della stagione.